Cooperazione Territoriale Europea: le sfide post-2027
Si è svolta nella giornata del 30 luglio 2026 la riunione del Gruppo di Coordinamento Strategico (GCS) della Cooperazione Territoriale Europea, segnando un passaggio cruciale nell’orientamento delle politiche di coesione territoriali. L’incontro si colloca al centro di un delicato momento di transizione: da un lato la necessità di garantire la piena ed efficace attuazione dei Programmi relativi al ciclo 2021-2027, dall'altro la preparazione tempestiva delle scelte e degli indirizzi per la Cooperazione Territoriale Europea post-2027.
Il Capo Dipartimento, salutando i partecipanti, ha espresso un sincero ringraziamento a tutte le Amministrazioni centrali e regionali, alle Autorità di Gestione (AdG), ai rappresentanti dei Programmi e alle strutture tecniche partecipanti. Il monitoraggio effettuato dal Dipartimento conferma la solidità e la qualità del lavoro svolto dalle dieci Autorità di Gestione italiane e dall'articolato sistema di governance definito dall'Intesa Stato-Regioni. Questo coordinamento non solo sta assicurando l'attuazione degli interventi correnti, ma ha già consentito di avviare le riflessioni e i primi adempimenti operativi in vista del prossimo ciclo programmatico. In questo contesto, il Dipartimento proseguirà nel proprio ruolo di regia e raccordo nazionale tra il livello europeo, le Amministrazioni centrali, le Regioni e le AdG.
Tra i traguardi richiamati figura l'approvazione, avvenuta nel dicembre 2025, del Documento di posizionamento strategico dell'Italia sulla CTE. Il documento costituisce un punto di riferimento fondamentale per rafforzare la capacità della cooperazione di produrre risultati tangibili nei territori di confine, nelle aree transnazionali e negli spazi marittimi. Nel quadro attuale, l'attenzione verso la centralità delle politiche di allargamento e di vicinato dovrà integrarsi con le emergenti priorità strategiche dell'Unione Europea: Il "Diritto al restare": politiche volte a contrastare lo spopolamento e a valorizzare le comunità locali; Iniziative per gli Oceani e il Mediterraneo: azioni dedicate alla sostenibilità, alla blue economy e alla tutela degli spazi marittimi; Aree insulari e marittime: promozione di politiche mirate da valorizzare anche nel contesto della Presidenza italiana dell'Iniziativa Adriatico Ionica/EUSAIR. Per accompagnare il negoziato europeo, è stato confermato un metodo di lavoro strutturato che vedrà un confronto costante e partecipato tra il Gruppo di Coordinamento Strategico, il Gruppo Post 27 e i Gruppi d'Area.
L’elaborazione della posizione nazionale sarà supportata da un approccio basato su evidenze empiriche, dati analitici e valutazioni derivanti dalle esperienze del ciclo 2021-2027. In questa prospettiva, l'anticipazione della Relazione CTE 2025 metterà a disposizione del sistema-paese un quadro aggiornato sullo stato di attuazione e sui risultati conseguiti, favorendo la sinergia e la complementarità con le politiche di coesione nazionali e regionali. «La Cooperazione Territoriale Europea rappresenta un patrimonio strategico per il nostro Paese: rafforza le relazioni tra territori, genera innovazione amministrativa, sostiene lo sviluppo delle aree di confine e contribuisce a rendere più efficace la politica di coesione. È su questo patrimonio che siamo chiamati a costruire, insieme, la prossima stagione di Interreg».